CARTOLINA florisAll’Archivio un incontro importante con Floris che esce dal ruolo di conduttore televisivo e si cala in quello di scrittore per parlare del suo ultimo nuovo romanzo “Quella notte sono io” (Rizzoli 2016). 
L’appuntamento, che riserverà momenti emozionanti avrà come tema conduttore i casi di violenza giovanile e le conseguenze che comportano. “Non esistono vittime e carnefici se sappiamo riconoscere il diritto di essere tutti diversi” recita la quarta di copertina del volume. Aspetti sui quali l’autore si sofferma, cogliendo con grande sensibilità le inquietudini che i casi di violenza ci lasciano e creando così un “romanzo sulla responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro”.

Il romanzo è incentrato su una convocazione, di questo si tratta, un appuntamento con il passato che non si può più rimandare. Insieme a Stefano al casale, in quel tranquillo weekend estivo, ci sono loro, gli amici del liceo, ed è dalla maturità che non si vedono: Margherita, che come lui – lo capisce dalla luce nel suo sguardo – non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e poi Germano, che di quel gesto assurdo, forse, non ha ancora capito nulla. A riunirli è stata la madre di Mirko, il ragazzo troppo diverso da loro che in quella maledetta gita hanno trasformato prima in vittima e poi in nodo irrisolto di giganteschi sensi di colpa. Ma è subito chiaro che il pomeriggio sarà più lungo del previsto, perché, come su un palcoscenico, sfilano davanti ai loro occhi spaesati i protagonisti di quei giorni, in un processo finalmente in grado di mettere a nudo una verità che nessuno degli imputati ha mai immaginato