{"id":38,"date":"2016-02-14T18:49:35","date_gmt":"2016-02-14T17:49:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.archiviomariocervo.it\/website\/\/?page_id=38"},"modified":"2023-06-02T15:59:00","modified_gmt":"2023-06-02T13:59:00","slug":"pubblicazioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archiviomariocervo.it\/website\/pubblicazioni\/","title":{"rendered":"Pubblicazioni"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pubblicazioni:<\/strong><br \/>\n<strong>Libri:\u00a0<\/strong>Paolo Angeli, Canto in Re \u2013 La Gara a Chitarra nella Sardegna Settentrionale, 2006- ISRE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CD:\u00a0<\/strong>Canto in RE, a cura di Paolo Angeli. Cofanetto con 4 CD: CD 1 e 2 Gli anni \u201930; CD 3 Cicch\u00e8ddu Mannoni; CD 4 Mario Scanu. Prodotto da ISRE Archivio Mario Cervo. Restauro effettuato a partire dai 78 giri RPM (anni 30) e dai master originali Nuraghe. Booklet illustrato di 120 pagine con testi critici e trascrizione delle poesie in logudorese e gallurese con traduzione in italiano a fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.archiviomariocervo.it\/website\/\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BELL.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-111 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.archiviomariocervo.it\/website\/\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/BELL.jpg\" alt=\"BELL\" width=\"25\" height=\"25\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>Canto a chitarra<\/strong> \u00e8 un genere che nasce agli inizi del 1900. Strutturandosi sui palchi delle feste patronali, in quella estenuante disputa canora denominata Gara di Canto, ha rappresentato insieme alla gara poetica la forma musicale pi\u00f9 popolare, divenendo un elemento insostituibile nelle feste tradizionali di tutta l\u2019area del nord Sardegna.<\/p>\n<p>Le pubblicazioni precedenti al 1950 ne documentano la genesi e la sua prima fase evolutiva. \u00c8 importante notare che, a parte alcuni casi, i cantori che incisero i dischi a 78 rpm sono i cantori maggiormente attivi nel periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Mancano le incisioni che documentino lo stile di Peppe Mele, Gjuanni Ainzu Degortes, Antonio \u2018Eriu, Candida Mara, decani che, agli inizi del 1900, segnarono la nascita delle gare di canto. Dei supporti custoditi in Archivio segnaliamo i dischi registrati da Antonio Desole (9), Luigino Cossu (5), Pietro Porqueddu, Desole, Cossu (5). In tutte le incisioni, effettuate a Milano tra il 1932 ed il 1937, sono accompagnati dal chitarrista Ignazio Secchi. Sono di notevole importanza anche i dischi di Giovanni Cuccuru (10) accompagnato da Peppino Secchi e di Gavino De Lunas (21), due dei quali registrati con Maria Rosa Punzurudu (prima cantante donna ad esibirsi sui palchi dopo la leggendaria figura di Candida Mara), generalmente accompagnati da Nicolino Cabitza. Sono di minore importanza i dischi incisi da Maurizio Carta (14) per il quale va fatto un discorso simile a quello gi\u00e0 affrontato per Gavino Gabriel. I dischi citati sono esempi eccellenti di un\u2019arte che ha trovato sui palchi una legittimazione popolare.<\/p>\n<p>L\u2019industria fonografica, pur orientandosi verso incisioni commerciali, ha documentato lo stile dei cantori pi\u00f9 rappresentativi in attivit\u00e0 nei primi decenni del 900. <em>Ai cantori del primo periodo sono stati dedicati due CD prediligendo le incisioni di migliore qualit\u00e0 sonora e dando priorit\u00e0 ai materiali non ancora editi su CD<\/em> (in questo senso verr\u00e0 ridimensionato il ruolo di Gavino De Lunas, il cui stile esecutivo \u00e8 gi\u00e0 ampiamente documentato su CD da Roberto Leydi). Un discorso diverso va fatto per le registrazioni successive al 1950. Il dopoguerra aveva portato dei profondi mutamenti socio culturali anche in Sardegna. Il cantore che pi\u00f9 di tutti diede voce a questi cambiamenti fu Leonardo Cabitza. Le prime incisioni di Leonardo Cabitza sono del 1954, accompagnato dal chitarrista Nicolino Cabitza (5), seguono le registrazioni del 1956, accompagnato da Aldo Cabitza (10). \u00c8 interessante notare che, in questi dischi, il canto monodico \u00e8 accompagnato con l\u2019uso del plettro, tecnica che, a partire dagli anni 50, ebbe la meglio sulla pi\u00f9 antica tecnica ad arpeggio. Tuttavia i veri dischi di rottura furono quelli registrati tra il 1957 ed il1963 a nome del \u201cQuartetto Logudoro\u201d. Anticipando quello che nel decennio successivo diverr\u00e0 la prassi sui palchi dell\u2019isola, si abbin\u00f2 alla chitarra (Aldo Cabitza) la fisarmonica (Antonio Ruiu). Nelle prime sedute di registrazione Leonardo Cabitza veniva affiancato da Salvatore Virdis e in alcuni casi da Francesco Cubeddu. Nelle ultime incisioni, le pi\u00f9 riuscite, era abbinato a Maria Teresa Cau, importante figura del canto femminile. A queste ultime sar\u00e0 dedicato un CD monografico. Nelle registrazioni effettuate dal Quartetto Logudoro si assiste ad un ribaltamento di tendenza, con l\u2019industria discografica che condiziona gli orientamenti della musica popolare. L\u2019uso della fisarmonica avveniva prima in studio di registrazione e solo in una fase successiva, con l\u2019esordio a Codrongianus del fisarmonicista Peppino Pippia, sui palchi in cui era nato il genere del canto a chitarra. Parallelamente continuavano ad esibirsi i vecchi cantori Desole, Porqueddu, Cossu, spesso abbinati a cantori pi\u00f9 giovani. Tra tutti si distinsero Mario Scanu e Francesco Cubeddu. Possiamo sentirli in un\u2019estenuante competizione canora, accompagnati dal grandissimo chitarrista Adolfo Merella, registrata ad Uri nel 1963, probabilmente uno dei momenti pi\u00f9 intensi e commoventi nella storia della gara di canto. Per concludere si \u00e8 scelto di dare ampio risalto alla collana di pubblicazioni Nuraghe.<\/p>\n<p>Grazie a Mario Cervo possiamo oggi testimoniare, con una qualit\u00e0 di registrazione eccelsa, alcune delle pagine pi\u00f9 belle della musica tradizionale sarda. Le registrazioni, effettuate alla RCA di Roma, restituiscono freschezza ed eleganza alle esecuzioni del pi\u00f9 grande tenore che la Sardegna abbia mai conosciuto: Mario Scanu. Una seconda monografia \u00e8 stata dedicata a Ciccheddu Mannoni, maggior rappresentante insieme a Luigino Cossu del Canto Gallurese, di cui siamo in grado di editare tutto il repertorio. Le pubblicazioni sono supportate da un volume interamente dedicato alla storia della gara di canto e all\u2019analisi musicologica delle tipologie di canto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra sezione ampiamente documentata nell\u2019Archivio Cervo \u00e8 quella relativa alla <strong>Tasgia.<\/strong> La tasgia \u00e8 una forma di polivocalit\u00e0 tipica della Gallura. Negli anni \u00e8 stata identificata con la tradizione di Aggius ma anticamente era comune anche nei paesi limitrofi tra cui Tempio, Trinit\u00e0 d\u2019Agultu e Bortigiadas. Di quest\u2019ultimo paese esistono in archivio registrazioni del 1956 relative sia al repertorio \u201ca Ballo\u201d che al repertorio liturgico. La tasgia si differenzia profondamente dal canto a tenore per l\u2019impianto non gutturale delle voci gravi. Il coro \u00e8 composto da 5 voci maschili: Bassu, Contra, Boci, Trippi, Falsittu. Nelle straordinarie registrazioni effettuate nel 1924 e nel 1933 possiamo ammirare l\u2019abbinamento del giovane Salvatore Stangoni \u201cil galletto di Gallura\u201d con Giuseppe Andria Peru. Dei 5 aggesi sono documentati solo i brani profani, alcuni dei quali troppature di testi sacri (miserere, gloria). Questa costituisce una pratica comune: evidenzia come nel repertorio liturgico e paraliturgico di Aggius, vi sia una forte commistione tra elementi sintattici provenienti dal repertorio sacro e i modelli polivocali autoctoni. Nei decenni successivi nacquero due scuole stilistiche che svilupparono i due repertori: Stangoni, laico comunista, ampli\u00f2 il repertorio profano portandolo ai vertici di complessit\u00e0 eterofonica; Nanni e Matteo Peru, figli di Andrea, elevarono a forma d\u2019arte il repertorio sacro, fondendo la vocalit\u00e0 tipica gallurese con gli stilemi vocali del canto lirico. Paradossalmente quest\u2019ultima scuola ha portato a tradizione dei canti aggesi ad una progressiva estinzione. L\u2019incapacit\u00e0 di tramandare oralmente il canto e, successivamente, l\u2019invaghimento da parte di Matteo Peru per il canto polifonico ha decretato la fine di una tradizione tra le pi\u00f9 ricche di repertorio. Verr\u00e0 pubblicato un CD monografico dedicato ai canti profani, al ciclo dei canti della settimana santa, del natale, della messa dei vivi e dei defunti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text] Pubblicazioni: Libri:\u00a0Paolo Angeli, Canto in Re \u2013 La Gara a Chitarra nella Sardegna Settentrionale, 2006- ISRE CD:\u00a0Canto in RE, a cura di Paolo Angeli. Cofanetto con 4 CD: CD 1 e 2 Gli anni \u201930; CD 3 Cicch\u00e8ddu Mannoni; CD 4 Mario Scanu. Prodotto da ISRE Archivio Mario Cervo. 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